Mathieu van der Poel ha conquistato l’ultima tappa del Tour de France 2026 a Parigi, sugli Champs-Élysées, con una prestazione che ha messo in risalto la sua potenza lattacida. L’olandese, noto per le sue capacità nel ciclocross, ha sferrato un attacco decisivo negli ultimi metri della corsa, resistendo al ritorno del gruppo degli sprinter.
L’azione vincente è iniziata sulla terza salita di Montmartre, dove van der Poel ha collaborato con la maglia gialla Tadej Pogacar. I due hanno lavorato insieme per creare un distacco significativo dal resto del gruppo. Nonostante il tentativo degli uomini veloci di ricucire lo strappo, la coppia ha mantenuto un vantaggio, con Pogacar che ha fornito un ultimo cambio prima che van der Poel prendesse il comando.
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A circa 350 metri dal traguardo, van der Poel ha accelerato, lasciando indietro Pogacar. La sua volata, cronometrata in 29 secondi, è stata descritta come un’esplosione di energia. Dietro di lui, Mads Pedersen guidava il gruppo degli sprinter, che ha ripreso Pogacar a 300 metri dalla fine. Nonostante la caduta avvenuta intorno alla ventesima posizione, Evenepoel è riuscito a salvarsi.
A 250 metri, Pedersen ha tentato una lunga volata, ma van der Poel aveva già lanciato il suo attacco ben prima. L’olandese ha spinto con tutto il suo peso sul manubrio, e a 100 metri dal traguardo, il suo compagno di squadra Jasper Philipsen è arrivato per contendere la tappa a Pedersen, nel caso in cui van der Poel non fosse riuscito a resistere. A 50 metri dalla linea, van der Poel si è alzato sui pedali, dando il massimo fino al traguardo.
Dopo aver tagliato il traguardo, van der Poel si è accasciato, esausto, contro una transenna. Ha impiegato diversi minuti per riprendere fiato e rimettersi in piedi. Ha poi dichiarato di aver creduto nella vittoria fino a quando non avesse visto una ruota superarlo, paragonando la sua forza a quella che in Olanda si dice provenga dalle dita dei piedi. Ha attribuito questa capacità al suo allenamento nel ciclocross, che gli permette di gestire sforzi ad altissima intensità e di recuperare rapidamente.
Questa vittoria è stata un obiettivo a lungo sognato e pianificato per van der Poel. Ha ricordato di aver visto la tappa in televisione l’anno precedente, quando non aveva potuto partecipare a causa di una polmonite, e di aver desiderato fortemente esserci quest’anno. Ha definito questa vittoria una delle più belle della sua carriera, sottolineando l’importanza di vincere l’ultima tappa del Tour, specialmente con il percorso di quest’anno.
La sua prestazione ha messo in luce la sua eccezionale capacità di generare energia attraverso il metabolismo anaerobico lattacido, una caratteristica che lo rende quasi inarrivabile in sforzi brevi e intensi, come quelli richiesti nel ciclocross. Questa abilità gli consente di produrre acido lattico e di smaltirlo rapidamente, una dote fondamentale per i continui cambi di ritmo e gli sforzi esplosivi.
Nel frattempo, Tadej Pogacar ha celebrato la sua quinta maglia gialla al Tour de France, eguagliando il record di leggende del ciclismo come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Pogacar ha concluso il Tour con un vantaggio di 6’26” su Remco Evenepoel, 9’42” sul compagno Isaac Del Toro e 11’56” sul giovane Paul Seixas. La sua vittoria è stata il culmine di un Tour dominato, che ha incluso anche un record di scalata sull’Alpe d’Huez nella 19ª tappa, dove ha impiegato 35’27”, battendo il precedente record di Pantani di 1’13”. Pogacar ha attaccato a 12,8 km dall’arrivo sull’Alpe d’Huez, salendo in progressione e forzando negli ultimi 2.000 metri per staccare Richard Carapaz e Lenny Martinez. La sua velocità ascensionale media (VAM) è stata di 1.902 m/h, con una potenza stimata tra i 440 watt e i 450 watt, corrispondente a circa 6,8 e 7 W/kg.
La tappa parigina, che fino a due anni fa era considerata una passerella, è diventata uno degli appuntamenti più emozionanti del Tour de France 2026, grazie all’introduzione della salita di Montmartre nel finale di corsa dal 2025. La collaborazione tra Pogacar e van der Poel ha trasformato l’ultima tappa in un evento memorabile.
Tra meno di un mese, Pogacar potrebbe partecipare alla Vuelta, l’unico grande giro che gli manca nel suo palmarès.
Source: gazzetta.it