Archiviazione per Inter e Rocchi
L’inchiesta che vedeva indagati l’ex designatore Gianluca Rocchi e l’Inter per frode sportiva è stata archiviata. Il decreto di archiviazione, firmato dal sostituto procuratore Ascione e dall’aggiunto Ielo lo scorso 15 luglio, evidenzia una “assenza di prove” e un “vuoto probatorio” che riduce le ipotesi accusatorie a “mera illazione”. L’Inter era stata indagata e contestualmente archiviata.
L’accusa ipotizzava presunte interferenze subite da Rocchi nella designazione di arbitri graditi all’Inter, con l’obiettivo di alterare il regolare svolgimento del campionato. Tuttavia, l’inchiesta non ha trovato riscontri a queste circostanze. Non è stata trovata alcuna base neanche per la premessa che Rocchi avesse agito sotto l’influenza del presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, sul presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
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Il decreto di archiviazione ha sottolineato che la base probatoria, costituita da ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi e dal peso politico dell’Inter nella Lega tramite Marotta, è “inidonea a provare l’ipotesi di frode sportiva specifica”. Per tale accusa, sarebbe stato necessario un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità tra le parti coinvolte.
Intercettazioni e partite sotto esame
Le 18 pagine del decreto hanno dato ampio spazio alle intercettazioni, che hanno permesso di ricostruire i dettagli dell’inchiesta. Sono state analizzate quattro partite in particolare: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, il derby di Coppa Italia del 23 aprile 2025, Inter-Verona del 3 maggio 2025 e Torino-Inter del 26 aprile 2026.
Dalle conversazioni esaminate, è emersa la volontà di Rocchi e dei suoi collaboratori di trovare soluzioni adeguate per placare le polemiche e i risentimenti dei club, senza però favorirli o subire pressioni dirette. Le intercettazioni hanno escluso “qualunque forma di asservimento continuativo di Rocchi ai desiderata dell’Inter”.
Un esempio citato riguarda una conversazione del 21 aprile 2025, in cui Rocchi discuteva con Pinzani, addetto alle relazioni con i club di Serie A e B, delle designazioni per le partite decisive per lo scudetto. Questo avveniva il giorno dopo la sconfitta dell’Inter contro il Bologna, una partita che aveva generato polemiche. Rocchi aveva espresso frustrazione per le lamentele sui designati, affermando di voler inviare gli arbitri migliori e più adatti, indipendentemente dalle preferenze dei club.
Pinzani aveva riferito il risentimento di Giorgio Schenone, ex arbitro e club referee manager dell’Inter, riguardo ad arbitri come Sozza, Doveri e Colombo. Rocchi aveva ribadito la sua intenzione di designare gli arbitri più competenti, dicendo: “Forse non hai capito, io gli rimando quelli buoni, non m’interessa.”
Il caso Open Var e il derby di Coppa Italia
Un episodio riguardante il VAR di Inter-Roma, avvenuto la settimana successiva alla partita contro il Bologna, è stato anch’esso sotto la lente d’ingrandimento. In quella partita, l’arbitro Fabbri non aveva concesso un rigore all’Inter dopo un contatto in area. Il giorno dopo, Rocchi aveva parlato con Pinzani della vicenda, facendo riferimento al programma Open Var, dove l’immagine dell’episodio non era stata trasmessa.
In questo contesto si inserisce un’intercettazione tra Marotta e Giancarlo Viglione, avvocato della FIGC. Pinzani aveva riferito che Marotta ne stava parlando con Viglione, poiché l’Inter desiderava che l’episodio fosse mostrato. Rocchi aveva risposto a Pinzani che aveva già inviato la clip all’Inter, ma che spettava a lui decidere cosa mandare in onda in una corsa scudetto. I procuratori hanno notato che la chiamata evocata da Rocchi (“mi hanno chiamato”) non era stata intercettata, suggerendo l’uso di canali di comunicazione non monitorati.
Anche il famoso derby di ritorno di Coppa Italia è stato oggetto di indagine. Dalle intercettazioni è emerso un mancato gradimento dell’Inter verso l’arbitro Doveri. Rocchi e i suoi collaboratori avevano valutato di designare Doveri per la sfida di Coppa Italia, per evitare che arbitrato i nerazzurri in campionato. Rocchi aveva discusso con Butti, addetto ai calendari di Serie A e tifoso interista, il quale aveva espresso il suo disappunto per la designazione di Doveri. Nonostante ciò, Rocchi ha affermato in sede di interrogatorio di aver trattato Butti come un tifoso, senza dare peso al suo giudizio.
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Source: gazzetta.it