Italia, dimissioni di Maldini e Leonardo dopo il caso Pirlo

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"Il rumore sembra contare più della competenza, del rispetto e dei valori": la frecciata del figlio di Pirlo

Le dimissioni di Maldini e Leonardo

Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni dai loro incarichi nella Nazionale italiana. Maldini ricopriva il ruolo di direttore tecnico, mentre Leonardo era consulente. La decisione è giunta dopo circa 17 giorni dalla loro nomina, in seguito alle vicende che hanno coinvolto Andrea Pirlo e la sua candidatura alla panchina azzurra. La notizia delle dimissioni è stata riportata da SkySport, che ha anche segnalato una riunione in corso tra il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, e le componenti federali per affrontare la situazione.

Le dimissioni sarebbero direttamente collegate alla scelta della FIGC di non procedere con la candidatura di Pirlo, che era stato individuato da Maldini e Leonardo come potenziale commissario tecnico. La revoca della candidatura di Pirlo è avvenuta a causa delle polemiche sorte riguardo ai suoi legami commerciali con Fonbet, un fornitore russo di scommesse. Secondo SkySport, il favorito per la panchina azzurra sarebbe ora Roberto Mancini, considerato il profilo preferito da Malagò, mentre Antonio Conte, libero dopo aver lasciato il Napoli, rimane un’opzione gradita ai club di Serie A.

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Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha dichiarato di non essere sorpreso dalle dimissioni, affermando che la situazione era «nell’aria». Ha espresso rammarico per l’uscita di Maldini, definendolo una persona di valore e una «grande scelta» per il movimento calcistico. Anche Giancarlo Abete, presidente della Lnd, ha commentato la situazione, sottolineando che la FIGC non è abituata a tali circostanze e che la notizia delle dimissioni è stata appresa dai media durante una riunione. Abete ha evidenziato che la questione è emersa dopo la trattativa con Guardiola e la successiva indicazione di Pirlo, rivelando attività non note alla Federazione al momento della scelta.

La delusione di Nicolò Pirlo

Nicolò Pirlo, figlio di Andrea Pirlo, ha espresso la sua profonda delusione sui social media riguardo alle vicende che hanno coinvolto il padre e la panchina della Nazionale. Ha sottolineato come la situazione vada oltre una semplice scelta, mettendo in discussione il modo in cui le persone vengono giudicate. Nicolò ha evidenziato l’impegno, lo studio e il rispetto che il padre ha sempre dimostrato nel suo lavoro e nei confronti di chiunque abbia condiviso il suo percorso, affermando che i valori di cui Andrea Pirlo ha parlato non sono solo parole, ma principi con cui ha sempre vissuto.

La delusione di Nicolò Pirlo deriva non tanto dalla perdita di una panchina, che nello sport si conquista e si perde, quanto dal clima che si è creato attorno al padre. Ha affermato che il padre ha sempre lasciato parlare il lavoro, senza cercare scorciatoie o consenso. Ha concluso il suo post esprimendo amarezza e la convinzione che «il rumore sembra contare più della competenza, del rispetto e dei valori». Da figlio e da giovane che aspira a un futuro nel calcio, ha trovato la situazione dolorosa, ribadendo il suo orgoglio per l’uomo che è suo padre, prima ancora che per il professionista conosciuto da tutti, e che i valori insegnatigli avranno sempre più peso di qualsiasi titolo o polemica.

Immagine di copertina Millennium
Immagine di copertina Millennium Credit: ilfattoquotidiano.it

Le reazioni e i possibili scenari futuri

Il “caso Fonbet” ha capovolto la situazione che sembrava destinata a vedere Andrea Pirlo come nuovo CT dell’Italia. La partnership commerciale tra Pirlo e l’agenzia di scommesse russa ha generato un’ampia polemica, coinvolgendo sia la politica che il mondo dello sport, e ha rimesso in discussione l’intero assetto del progetto per la Nazionale. La palla è tornata nel campo di Giovanni Malagò, che ha replicato alle critiche del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il quale aveva definito la rinuncia di Pirlo una «brutta figura da recuperare».

In questo contesto di tensione, il nome di Thiago Motta è emerso come un candidato in forte ascesa per la panchina azzurra, potenzialmente in grado di trovare un accordo tra le diverse parti. Malagò, intercettato al rientro nella sede della Federazione, ha mantenuto un approccio cauto, dichiarando: «Thiago Motta? Non posso dire né sì né no a qualsiasi cosa. Sono assolutamente obbligato a fare questo». La FIGC sembra optare per la prudenza dopo gli eventi recenti, ma il profilo di Motta potrebbe rappresentare una soluzione per riallacciare il dialogo con le idee di Maldini e Leonardo, favorendo un nome giovane e con esperienza a Coverciano, piuttosto che ex CT come Antonio Conte e Roberto Mancini.

L’obiettivo principale dei vertici del calcio italiano è evitare un ulteriore crollo del progetto, che si è dimostrato più fragile del previsto. L’ascesa della candidatura di Motta è vista come un modo per accontentare tutti e, soprattutto, per prevenire l’addio simultaneo di Maldini e Leonardo. Secondo le parole di Malagò, la Nazionale potrebbe avere il suo nuovo CT a breve, forse entro domani, con tutti gli indizi che puntano verso Thiago Motta per guidare la squadra azzurra.

Thiago Motta (Ansa)
Thiago Motta (Ansa) Credit: quotidiano.net

Source: ilfattoquotidiano.it

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Marco Bianchi

Marco Bianchi scrive di economia, imprese e lavoro per Oggi News, con l'obiettivo di spiegare in modo semplice mercati e dati.

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