La Scuderia Ferrari ha introdotto una nuova configurazione dell’ala posteriore ad alto carico durante il Gran Premio a Budapest, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni nelle curve lente del circuito. Questa soluzione, caratterizzata da mini profili alari sovrapposti, è stata testata inizialmente sulla monoposto di Charles Leclerc durante la prima sessione di prove libere (FP1).
La nuova ala, che presenta anche tre profili verticali sul bordo di uscita del flap ribaltabile, si ispira a una soluzione simile già vista sulla Mercedes W17. L’obiettivo principale di questo confronto era valutare l’efficacia della nuova configurazione rispetto a quella standard, misurando i vantaggi in termini di performance aerodinamica e dinamica.
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Le prestazioni in FP1 e FP2
Durante la FP1, i sensori sulle vetture hanno registrato un aumento significativo del carico sull’asse posteriore per la monoposto di Leclerc. Questo dato è considerato cruciale per incrementare la trazione in uscita dalle curve lente del circuito ungherese. I risultati hanno confermato le stime delle simulazioni, indicando un guadagno all’uscita di ogni curva dell’Hungaroring.
Nonostante un problema al cambio che ha costretto Leclerc a un ritiro anticipato nella FP1, il bilancio complessivo per la Ferrari è stato positivo. La SF-26 ha dimostrato di adattarsi bene alle caratteristiche del tracciato, evidenziando la preparazione del team italiano per l’evento. Lewis Hamilton, invece, ha riscontrato un marcato sovrasterzo, che ha richiesto continue correzioni e ha compromesso i suoi tempi nel terzo settore.
Nella seconda sessione di prove libere (FP2), la soluzione dell’ala posteriore è stata adottata su entrambe le monoposto. Le due Ferrari hanno occupato le prime due posizioni, con Hamilton e Leclerc separati da poco più di un decimo. Lando Norris si è classificato terzo, a quasi mezzo secondo di distanza. Hamilton ha mostrato un miglioramento significativo rispetto alla mattinata, trovando maggiore confidenza con la vettura.
Le simulazioni di passo gara, effettuate con entrambe le vetture, hanno confermato l’ottima sinergia tra il setup aerodinamico della SF-26 e la dinamica della vettura, inclusi sospensioni e telaio. Questo ha permesso alla Ferrari di ottenere un passo gara competitivo, avvicinato solo dalla McLaren, mentre la Mercedes è apparsa meno efficace in questa fase.
Dettagli tecnici e adattamento
Il programma tecnico della Scuderia ha incluso prove comparative sull’ala posteriore modificata, soprannominata “Macarena”. Entrambe le auto sono scese in pista con appendici cosparse di flow-viz per analizzare i flussi aerodinamici. Leclerc ha debuttato con la nuova specifica, mentre Hamilton ha inizialmente utilizzato una versione ibrida. Il passaggio alle mescole Soft ha richiesto solo lievi aggiustamenti al carico sull’avantreno per Leclerc, che ha mantenuto un buon ritmo nonostante un eccesso di rotazione.
Durante la FP2, il team ha continuato a rifinire il setup e le mappature della power unit. Sebbene i piloti non fossero completamente soddisfatti del bilanciamento, le auto italiane hanno mostrato un equilibrio superiore alla media. Un incidente di Colapinto ha interrotto la sessione, e alla ripartenza, le mescole hanno faticato a raggiungere la temperatura ottimale, richiedendo un giro di preparazione extra per entrambi i piloti.
Nonostante alcune imprecisioni nel giro lanciato, Leclerc è riuscito a portarsi in testa, seguito da Hamilton a soli 53 millesimi. Successivamente, Hamilton ha migliorato il suo tempo, conquistando la prima posizione assoluta nonostante il traffico in pista. La sessione si è conclusa con prove ad alto carico di carburante per valutare il passo gara, dove la guidabilità della SF-26 si è confermata eccellente.
Il venerdì ungherese si è chiuso con un bilancio molto positivo per la Ferrari, che ha mostrato un potenziale elevato, confermando le aspettative. Il team si concentrerà ora sul lavoro notturno al simulatore per affinare gli ultimi dettagli in vista delle prossime sessioni.
Source: gazzetta.it