La tappa di Hagetmau-Bordeaux
Il Tour de France 2026 si appresta a lasciare i Pirenei, introducendo una nuova opportunità per i velocisti con la settima tappa. Questo segmento di 175,1 km, che collegherà Hagetmau a Bordeaux, presenta un profilo altimetrico prevalentemente pianeggiante, con un breve GPM posizionato a meno di 40 km dal traguardo finale. La partenza è fissata per le 13:15, con l’arrivo previsto tra le 17:13 e le 17:35.
Il percorso è stato disegnato per favorire gli specialisti della velocità, offrendo una delle poche occasioni per una volata di gruppo. Dopo 120,2 km dalla partenza, i ciclisti affronteranno lo sprint intermedio di Landiras. Circa 15 km più tardi, l’unica asperità ufficiale della giornata sarà la Côte de Béguey, una salita di 1,2 km con una pendenza media del 4,4% e un picco del 5,8%. Una volta superata questa salita, mancheranno 37,8 km alla conclusione della tappa. I successivi 7 km manterranno i corridori in quota, prima di una discesa che condurrà agli ultimi 28 km completamente pianeggianti.
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L’ultima curva del tracciato sarà posizionata a meno di 4000 metri dal traguardo di Bordeaux. Tuttavia, a 2 km dall’arrivo, i ciclisti dovranno affrontare un’ampia curva a ‘S’ sinistra-destra. Il rettilineo finale devierà leggermente verso destra, il che significa che i corridori vedranno l’arrivo solo negli ultimi 500 metri. Bordeaux è una città con una ricca storia nel Tour de France, essendo la seconda località più visitata dopo Parigi e un arrivo classico per i velocisti. L’ultima volta che il Tour è arrivato a Bordeaux, nel 2023, la vittoria è andata a Jasper Philipsen.

La sesta tappa pirenaica
Prima dell’arrivo a Bordeaux, il Tour de France ha affrontato la sesta tappa, considerata la più impegnativa della prima settimana e la quarta più dura dell’intera Grande Boucle. Questa frazione, con arrivo in salita a Gavarnie-Gèdre, ha rappresentato un debutto assoluto per il Tour in questa località, un anfiteatro naturale di origine glaciale circondato da pareti rocciose alte fino a 1.500 metri. La tappa è partita da Pau e ha coperto 186,2 km con un dislivello totale di 4.100 metri.
La sesta tappa ha incluso cinque Gran Premi della Montagna (GPM), tra cui il Col d’Aspin, situato a 1.489 metri di altitudine, e l’iconico Col du Tourmalet, che si erge a 2.115 metri. La prima parte del percorso, che ha attraversato i dipartimenti dei Pirenei Atlantici e degli Alti Pirenei, non ha presentato difficoltà significative, sebbene la strada fosse costantemente in salita. La prima asperità di giornata è stata la Côte de Loucrup, al km 50,9, una salita di 1,9 km con una pendenza del 7,1%, classificata come GPM di 4ª categoria.
A 8,2 km dalla Côte de Loucrup, i corridori hanno raggiunto lo sprint intermedio di Pouzac. Successivamente, al km 74,3, è iniziata la seconda ascesa della giornata, la Côte de Mauvezin, una salita di 3 km con una pendenza del 6,8%, classificata come GPM di 3ª categoria. Il tratto più impegnativo della tappa è iniziato al km 106, in località Arreau, a meno di 80,2 km dall’arrivo, con l’inizio del Col d’Aspin. Questa salita di 12 km con una pendenza del 6,5% è un GPM di 1ª categoria, dove il ritmo delle squadre degli uomini di classifica ha potuto intensificarsi.

Le sfide finali della sesta tappa
Dopo la discesa del Col d’Aspin, a Sainte-Marie-de-Campan, i ciclisti hanno affrontato il Col du Tourmalet, il primo GPM Hors Catégorie (HS) del Tour de France 2026. Questa salita misura 17,1 km con una pendenza media del 7,3%, e il suo settore finale, dal km 9 al km 16, presenta pendenze costantemente tra il 9% e il 10%. Il primo corridore a transitare in vetta al Tourmalet si è aggiudicato il Souvenir Jacques Goddet, un premio speciale intitolato alla memoria dello storico direttore del Tour de France, che include 5.000 euro e punti per la Maglia a Pois.
Al termine della discesa dal Tourmalet, è iniziata l’erta conclusiva della sesta tappa. Da Luz-Saint-Sauveur, i corridori hanno dovuto coprire 18,7 km con una pendenza del 3,7% per raggiungere l’arrivo in salita a Gavarnie-Gèdre, classificato come GPM di 2ª categoria. Questo finale è stato caratterizzato da un ritmo elevato, dove i gregari hanno avuto un ruolo cruciale nel proteggere i propri capitani. La partenza della sesta tappa è stata alle 12:25, con l’arrivo previsto tra le 17:29 e le 18:05.
La sesta tappa ha segnato un momento significativo per la classifica generale, con la prima vera battaglia tra i pretendenti alla vittoria finale, inclusi Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. L’area del sito UNESCO Pirenei-Monte Perdido ha ospitato questo arrivo inedito, che ha messo alla prova la resistenza e le strategie dei ciclisti. La corsa è stata trasmessa in diretta televisiva sui canali Rai e Eurosport, oltre che in streaming su diverse piattaforme.
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Source: repubblica.it